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Progetto realizzato

Villa W10, Doha: cascate di vetro, dove un lampadario sparirebbe

In un salone a doppia altezza un lampadario si perde. Qui scendono cascate di foglie in vetro, sospese a quote diverse. La luce l'abbiamo fatta noi: un volume, non un oggetto.

La scheda del progetto

Progetto
Villa W10
Dove
Doha, Qatar
L'ambiente
il salone a doppia altezza
Cosa abbiamo fornito
cascate in foglie di vetro, un lampadario a candele in vetro trasparente per la cupola
Il salone a doppia altezza con le cascate di vetro sospese davanti alle vetrate

In una stanza alta il doppio, un lampadario si perde

Il salone e' a doppia altezza, con vetrate che salgono fino in cima. Un lampadario, per quanto grande, li' dentro diventa un puntino: la stanza lo mangia.

La risposta non e' farlo piu' grande, e' cambiargli natura. Le cascate scendono in verticale per metri, a foglie sovrapposte, e occupano un volume invece di un punto.

Due eta' dello stesso vetro, nella stessa stanza

Sotto la cupola c'e' un lampadario a candele in vetro trasparente, di forma classica: bracci curvi, coppe, niente colore. Intorno, le cascate contemporanee.

Convivono perche' sono fatti dello stesso materiale e nessuno dei due e' colorato: e' il vetro a tenerli insieme, non lo stile. Mescolare due epoche funziona quando la materia e' una sola.

La cupola con il lampadario a candele in vetro trasparente, fra le cascate
Le cascate viste dal basso, con il disco dorato incassato nel soffitto

Trasparenti, perche' dietro ci sono le finestre

Una massa opaca appesa davanti a vetrate alte le tapperebbe. Le foglie sono in vetro trasparente: da sotto si vede il soffitto attraverso, e la luce del giorno passa fra una foglia e l'altra.

Nel soffitto c'e' anche un disco dorato incassato, che di giorno rimanda un riflesso caldo dentro il vetro freddo. Il giorno e la sera non hanno lo stesso lampadario, pur essendo lo stesso pezzo.

Due sguardi da dentro il salone

Da seduti e in lunghezza: le cascate cambiano mestiere a seconda di dove si guarda.

Le sedute sotto le cascate, accanto alla vetrata alta

Da seduti, la cascata e' un soffitto basso

Sotto, la percezione cambia: le foglie coprono il campo alto e la stanza si accorcia. E' l'unico modo di rendere accogliente un salone di quell'altezza senza abbassare davvero niente.

La vista lunga del salone, con le cascate sopra le sedute e il fondo che si apre

In fila, diventano una sola cosa

Viste in lunghezza le cascate si sovrappongono e si leggono come un fronte continuo. Non e' un caso: la distanza fra una e l'altra e' decisa guardando da dove si entra.

Prima si disegna la quota, poi si soffia il vetro

Un apparecchio di questa misura non si sceglie: si quota. Nel disegno costruttivo ci sono le due altezze — 4670 e 4370 millimetri — il diametro di mille, e una sagoma umana accanto, che e' il modo piu' onesto di far vedere a un committente cosa sta ordinando.

Le due cascate non sono uguali perche' il soffitto non e' piano: trenta centimetri di differenza servono a farle finire sulla stessa linea, che e' l'unica cosa che si nota da sotto.

Il disegno costruttivo delle cascate: 4670 e 4370 millimetri di altezza, mille di diametro, con la sagoma umana per la scala
La cascata in montaggio sul ponteggio, con i nastri di vetro agganciati uno alla volta

Si monta in casa, un nastro alla volta

Una cascata di quattro metri e mezzo non arriva montata: arriva in casse, e si compone sul ponteggio. A soffitto va prima l'anello d'acciaio che regge tutto il peso; poi i cavi; poi i nastri, agganciati uno alla volta a quote decise.

E' la parte del lavoro che non si vede nelle fotografie finite, e quella in cui si decide se l'oggetto sara' bello: un nastro fuori quota si vede da tutto il salone, e da terra non si raggiunge piu'.

Sei sguardi, dal ponteggio al divano

Fotografie del montaggio e della casa finita, settembre 2018.

Dettaglio dei nastri di vetro soffiato visti da sotto, controluce sulla vetrata

Quaranta centimetri per nastro

Ogni nastro di vetro soffiato e' alto fra i quaranta e i quarantacinque centimetri e spesso sette millimetri. Da sotto non si contano: si vede una superficie che si muove.

Le due cascate accese davanti alle vetrate del salone

Controluce, che e' il caso difficile

Con una vetrata alle spalle un apparecchio di vetro rischia di sparire. Qui il vetro e' soffiato e non liscio: la luce che entra si spezza dentro il nastro invece di attraversarlo.

Il salone visto dai divani, con le cascate che scendono fino all'altezza degli occhi

Scende fino agli occhi, ed e' voluto

La cascata arriva all'altezza di chi sta in piedi. In un salone alto sette metri e' l'unico modo perche' un apparecchio si veda da seduti.

Le due cascate accanto, con la seconda visibilmente piu' corta della prima

Due, e non uguali

Le due cascate non hanno la stessa lunghezza: 4,67 metri l'una, 4,37 l'altra. La differenza segue il soffitto, che non e' piano.

La sala attigua con il lampadario dorato a bracci, e le cascate di vetro sullo sfondo

E accanto, un lampadario di un'altra epoca

Nella sala attigua un lampadario dorato a bracci: la casa non voleva un solo linguaggio, e il vetro soffiato sta accanto all'ottone senza contendergli la stanza.

L'anello di sospensione a soffitto durante il montaggio, con il ponteggio sotto

L'anello che regge tutto

A soffitto c'e' un anello d'acciaio: da li' scendono i cavi, e il peso di quattro metri e mezzo di vetro passa tutto per quel disco.

Un salone alto si risolve col volume, non con la taglia

Mandaci la sezione e l'altezza libera: torniamo con quanto deve scendere, quanto pesa e come si aggancia.