Progetto realizzato
Villa Le Maschere: quarantasettemila cannette montate una per una
Una dimora del tardo Rinascimento fiorentino a Barberino di Mugello, diventata albergo di UNA Hotels. La luce l'abbiamo fatta noi: un lampadario di quarantasettemila cannette di vetro, e una piantana alta tre metri interamente in legno.
La scheda del progetto

Quarantasettemila pezzi di vetro, e nessuno uguale al vicino
Il lampadario della sala da pranzo e' fatto di cannette di vetro: quarantasettemila, spesse cinque millimetri e alte quaranta, agganciate a piani sovrapposti. Non e' un numero da comunicato — e' il conto di quanti pezzi qualcuno ha preso in mano.
A quella scala il problema non e' la forma, e' la ripetizione: ogni cannetta pende per conto suo, e basta che una decina restino fuori posto perche' il piano si legga storto da sotto. Si montano una per una, e si guarda da sotto ogni volta.
Accese, le cannette non fanno luce: la portano. Il vetro prende la sorgente al centro e la accompagna fino alla punta, e quello che si vede da sotto sono quarantasettemila punti che si accendono insieme.
Tre metri di piantana, e il paralume largo quanto un tavolo
Nella hall c'e' una piantana fuori scala: tre metri d'altezza, e un paralume di due metri di diametro. Non e' una lampada grande — e' una lampada che risponde a una stanza con i soffitti di una villa rinascimentale.
Il fusto e' interamente in legno, tornito a balaustro e montato su una base a dischi; il paralume e' fasciato di seta, con la rigatura verticale che si legge solo a lampada accesa. A quel diametro la fasciatura non si compra: si fa sul telaio, un giro alla volta.
Il senso di una piantana cosi' e' che abbassa il soffitto senza toccarlo: il cono di luce si ferma all'altezza delle persone, e la volta resta dov'e'.


Nel ristorante la luce sta a terra, perche' le volte non si tagliano
Il ristorante e' sotto volte a crociera: un lampadario appeso li' in mezzo taglierebbe la volta in due, e in una sala cosi' la volta e' la cosa che si guarda.
La risposta sono colonne luminose a terra: cilindri in tessuto con una stampa botanica, appoggiati fra i tavoli e contro le pareti. Illuminano verso l'alto e verso i lati, lasciano il centro della sala libero, e di giorno sono arredo.
La stessa famiglia torna in tre misure: la colonna a terra, il cilindro su base a sfera, e la sospensione a gruppi di tre. Una sola stampa, tre altezze diverse.
Otto ambienti, e sempre lo stesso vetro
Fotografie della villa consegnata, novembre 2017.

Cinque millimetri per volta
Ogni cannetta e' spessa cinque millimetri e alta quaranta. Da vicino si vede che il vetro non e' liscio: la rigatura e' quella che spezza il riflesso e lo moltiplica.

Due, perche' la sala e' lunga
Nella lounge le piantane sono due, agli estremi dei divani: una sola avrebbe illuminato meta' stanza e lasciato l'altra a chiedersi perche'.

L'anello sotto il soffitto decorato
Sedici paralumi su un anello e gocce di cristallo appese: la luce sta all'altezza dell'anello, e il soffitto decorato resta pulito sopra.

La stessa cannetta, in piedi
Le cannette del lampadario tornano verticali in una piantana a vaso: stesso pezzo, montato per stare a terra invece che pendere.

Quando il soffitto e' basso
Dove non c'e' altezza per un lampadario a piani, la stessa cannetta si chiude a cupola e resta aderente al soffitto.

Tre altezze invece di una
I cilindri scendono a quote diverse: su un tavolo tondo tre quote fanno volume, tre cilindri alla stessa altezza fanno una riga.

La stampa che continua a terra
La stessa stampa botanica del ristorante torna su una piantana con base a sfera: l'ambiente si tiene insieme con un disegno, non con un colore.

Applique quadrate sotto le crociere
Al bar la luce e' a parete: sotto una volta a crociera un apparecchio sospeso finirebbe sempre nel posto sbagliato rispetto ai costoloni.
Un progetto come questo comincia da un capitolato
Mandaci le piante e il brief: torna il progetto illuminotecnico, e se poi la fornitura la fai con noi quel calcolo non lo paghi.