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Progetto realizzato

NH Excelsior, Siena: un lampadario veneziano in nero, e la luce da un'altra parte

Vetro soffiato nero nella hall, e luce di servizio precisa dove si legge e ci si lava. La luce l'abbiamo fatta noi: due mestieri diversi nello stesso albergo, e nessuno dei due finge di essere l'altro.

La scheda del progetto

Struttura
NH Excelsior
Dove
Siena
Gli ambienti
hall, camere, bagni
Cosa abbiamo fornito
lampadari in vetro soffiato nero, abat-jour in vetro inciso, luci da lettura a braccio flessibile, appliques in vetro opalino
Il lampadario in vetro nero sospeso fra le colonne bianche della hall, sopra il pavimento scuro

Un lampadario veneziano che non e' li' per fare luce

Nella hall c'e' un lampadario di forma classica — bracci ritorti, coppe, candele, gocce — ma tutto in vetro nero. Fra colonne bianche e pavimento scuro non illumina l'ambiente: lo occupa.

E' una scelta che va detta al committente prima e non dopo: se un albergo si aspetta che il lampadario della hall faccia il lavoro, il nero e' la risposta sbagliata. Qui la richiesta era un'altra, e il resto dell'impianto e' stato progettato di conseguenza.

Il nero cambia il mestiere del vetro: non diffonde, riflette

Un vetro chiaro prende la luce della lampadina e la spande. Un vetro nero non la lascia passare: quello che si vede sono i riflessi sulla superficie, e la forma che quei riflessi disegnano contro il soffitto chiaro.

Visto da sotto e' evidente: i bracci si aprono a raggiera dentro la nicchia circolare e quello che si legge e' un disegno, non una sorgente. Le uniche parti che brillano sono le gocce di cristallo trasparente.

Il lampadario in vetro nero visto da sotto: i bracci si aprono a raggiera nella nicchia circolare del soffitto
Il comodino con l'abat-jour in vetro inciso e il braccio flessibile che punta sul cuscino

E allora la luce dove sta? Vicino alle mani

Tolto al lampadario il compito di illuminare, quel compito va dato a qualcos'altro. In camera: un braccio flessibile che punta sul cuscino e un abat-jour in vetro inciso sul comodino. In bagno: un cilindro opalino su staffa cromata.

Sono pezzi piccoli, e sono quelli che l'ospite tocca. Un albergo si ricorda per il lampadario della hall e si giudica per la luce sul comodino — e le due cose si progettano insieme, non una dopo l'altra.

Quattro pezzi, due mestieri

Il vetro che riflette e il vetro che lascia passare: si riconoscono da accesi.

I bracci in vetro nero da vicino, con una goccia di cristallo trasparente appesa

Una goccia trasparente in mezzo al nero

Le gocce di cristallo sono le uniche parti che lasciano passare la luce. Su un lampadario chiaro non si noterebbero: su uno nero diventano l'unico punto che brilla.

La camera con la testiera imbottita blu e le due luci da lettura ai lati del letto

In camera il lampadario non entra

La stanza e' bassa e il letto va illuminato dove serve. Niente sospensione: due luci da lettura ai lati e un abat-jour sul comodino, con la testiera imbottita che assorbe il resto.

L'applique accesa: un cilindro in vetro opalino su una staffa cromata

Dove la luce deve solo funzionare

Un cilindro in vetro opalino su una staffa cromata non ha niente da dire. E' il registro di servizio: si accende, illumina uno specchio e sparisce.

L'abat-jour acceso, con il vetro inciso a rombi che si legge in trasparenza

L'incisione si legge solo in trasparenza

Da spento il vetro sembra liscio. Acceso, i rombi incisi diventano il disegno: e' lo stesso principio del lampadario, rovesciato — qui il vetro la luce la lascia passare.

Prima si decide chi fa la luce, poi che forma ha

Mandaci le piante e dicci cosa deve succedere in ogni ambiente: torniamo con chi illumina e chi arreda, separati.