Progetto realizzato
GF200: dal disegno a mano alla sala, passo per passo
Un lampadario disegnato, costruito e provato per una sola stanza. La luce l'abbiamo fatta noi: e qui si vede anche come, perche' il disegno, la struttura nuda e la prova in officina sono parte del lavoro quanto il risultato.
La scheda del progetto

Comincia su un foglio, con una sigla in rosso
Il progetto nasce a mano: le sezioni, le curve delle canne, le quote, e in un angolo la sigla — GF200 — che da quel momento accompagna il pezzo in officina, in bolla e in cantiere.
Non e' nostalgia del disegno a matita: e' il modo piu' rapido di far vedere a un committente quanto scendera' davvero prima che qualcuno tagli un tubo.
Sotto le canne c'e' una macchina, e va disegnata prima
La struttura nuda sul banco e' la parte che nessuno vedra' mai: bracci radiali, portalampada, il passaggio dei cavi. Da questa dipendono la distanza fra le sorgenti e il peso che la catena dovra' reggere.
E' anche la parte che decide se il lampadario si potra' manutenere: cambiare una lampadina su un pezzo alto tre metri e' un problema che si risolve al banco, non dopo.


Poi si appende, e si guarda
Prima di spedire, il pezzo viene sospeso alla sua catena in officina e guardato da vicino e da lontano. Un lampadario appoggiato su un banco mente: le canne non pendono come penderanno, e le ombre non ci sono.
E' il passo che si taglia quando si e' in ritardo, ed e' il passo che evita di scoprire in casa del cliente che due anelli si toccano quando il pezzo ruota.
Quattro passi, dal pannello di prova alla vista da tavola
La prova, la sospensione, il pezzo finito e quello che vede chi e' seduto sotto.

Un pannello di prova prima del pezzo vero
Le canne si montano su una tavola di legno per guardarle da fermo: quanto sporgono, come prendono la luce, se la staffa si vede. Un difetto trovato qui costa un'ora; trovato sul lampadario montato costa una settimana.

Si appende in officina, e si guarda da sotto
Prima di partire il lampadario viene sospeso alla sua catena e guardato da tutte le distanze. E' l'unico modo di sapere come si comportera' davvero: su un banco, appoggiato, mente.

Il pezzo finito, senza stanza intorno
Fuori contesto si vede quello che il progetto ha deciso: quanti anelli, quanto scalano, dove finisce il metallo e comincia la luce.

Da sotto e' un bersaglio concentrico
E' la vista che ha chi sta a tavola. Gli anelli si stringono verso il centro e le canne scalano: da li' il lampadario non si legge come un oggetto appeso, ma come un disegno sul soffitto.
Un pezzo unico si progetta prima e si prova due volte
Mandaci la stanza, l'altezza e cosa ci succede sotto: torniamo con un disegno, e poi col pezzo appeso da guardare.
Le competenze dietro questo progetto
Le stesse che possiamo mettere al lavoro per il tuo hotel, il tuo ristorante o la tua residenza.