Progetto realizzato
Aleph Roma: un albergo premiato nel 2003, e la luce che ne fa il colore
Progettato dallo Studio Tihany di New York dell'architetto Adam Tihany, l'Aleph ha vinto nel 2003 il premio per il Miglior Design d'Albergo Europeo. La luce l'abbiamo fatta noi: paralumi plissettati fasciati a mano, in due colori che dividono l'albergo in due.
La scheda del progetto

Due colori, e l'albergo si divide in due
Il progetto di Adam Tihany lavora per contrasti: legno quasi nero, poltrone rosse, nicchie di libri illuminate. In una stanza cosi' la luce non accompagna l'arredo — lo dichiara.
Le applique della lounge hanno il paralume plissettato rosso, montato su bracci e piastre in ottone. Sono tante e sono in fila: a quel punto non contano piu' come apparecchi, contano come una riga che corre lungo la parete, e vanno allineate al millimetro.
Nelle zone chiare la stessa famiglia cambia colore e diventa turchese. E' lo stesso pezzo con un altro tessuto: due atmosfere, un solo disegno da produrre.
La piantana della sala relax
Per la sala relax una piantana con il paralume in tessuto fasciato di seta rossa, accanto al divano in pelle. Il fusto e' sottile e il braccio si piega in avanti: la luce arriva sul libro, non sulla stanza.
La fasciatura in seta e' la parte lunga del lavoro. Il tessuto si tende sul telaio a mano, e su un paralume plissettato ogni piega deve avere la stessa profondita' della vicina, o accendendo si vede subito quale non torna.
E' anche il motivo per cui una famiglia come questa si produce insieme e non a lotti: due bagni di tintura diversi, sullo stesso muro, si notano.


Cinquanta apparecchi uguali sono un problema diverso da uno bello
Un albergo non chiede una lampada: ne chiede molte, identiche, montate su pareti che non sono mai perfettamente uguali. Il corridoio con le applique turchesi e' la prova: la fila si legge come una linea, e basta un apparecchio due centimetri piu' in basso perche' la linea si rompa.
Per questo il progetto arriva prima della produzione: quota di montaggio, altezza da terra, distanza dal pannello. E per questo le fotografie del consegnato si guardano — sono l'unico posto dove un errore di montaggio si vede.
Otto apparecchi, e due climi
Fotografie dell'albergo consegnato.

La seta si vede solo accesa
Il paralume e' plissettato e fasciato: da spento e' un cilindro rosso, da acceso la piega diventa un ritmo verticale e il colore cambia di due toni.

Il vetro blu, dove il rosso si ferma
Nelle zone chiare l'apparecchio cambia materia: vetro di Murano soffiato, blu cobalto, a due coppe. Stessa casa, un altro clima.

Il turchese contro il verde
In sala riunioni il paralume turchese sta su una moquette verde e una boiserie quasi nera: un rosso, li' dentro, avrebbe scaldato una stanza che deve restare lucida.

Un disco, e un punto blu
Dove il soffitto e' basso la luce si appiattisce in un disco di vetro bianco, e il puntale blu e' l'unica cosa che resta a ricordare la famiglia.

Anche il numero della camera e' un apparecchio
La colonna luminosa a parete regge la targa: la porta si trova al buio senza accendere il corridoio.

Il traforo che fa due luci
Il paralume e' forato a pois: verso il basso da' la luce da lettura, e sul muro lascia un disegno che di giorno non c'e'.

Il braccio che si sposta
Nei corridoi e nelle zone di passaggio la piantana ha il braccio articolato: la luce si porta dove serve senza spostare la base.

Contate, sono il doppio
Lo specchio del corridoio raddoppia la fila: e' una scelta di progetto, e vuol dire che gli apparecchi vanno allineati al millimetro o si vede da subito.
Un progetto come questo comincia da un capitolato
Mandaci le piante e il brief: torna il progetto illuminotecnico, e se poi la fornitura la fai con noi quel calcolo non lo paghi.