Progetto realizzato
NAMA Omakase: anelli sospesi su un banco di mattoni
Un omakase di Montreal, dove ogni dettaglio del piatto e' curato maniacalmente e l'illuminazione non poteva essere da meno. Abbiamo preso due icone della collezione EVA e le abbiamo rifatte su misura.
La scheda, in tre righe

Dove la precisione e' tutto, la luce non puo' essere approssimativa
Il NAMA Omakase di Montreal non e' solo un ristorante: e' un locale dove il cuoco lavora davanti a te e ogni gesto si vede. In un ambiente cosi' la luce ha due compiti che di solito litigano: illuminare il banco come un tavolo da lavoro e tenere la sala in penombra.
Per rispondere all'estetica del locale abbiamo scelto due icone della nostra collezione EVA — R2 Nefertiti e R3 Cleopatra — e non ci siamo limitati a fornirle.
Finiture, dimensioni e cablaggi sono stati ricalibrati uno per uno per integrarsi col progetto: gli anelli diventano cosi' gioielli sospesi che dialogano con l'architettura invece di appoggiarcisi sopra.
Montati a mano, in un locale gia' finito
Un anello sospeso di quel diametro non si porta su per le scale: si monta in opera, pezzo per pezzo, su trabattelli, dentro un locale dove il pavimento e i mattoni sono gia' a posto.
E' la parte del lavoro che nessuno fotografa e che decide tutto: la quota esatta di ogni anello rispetto al banco, perche' dieci centimetri piu' in basso e il cuoco ha la luce negli occhi.

Due modi di guardare la stessa sala
Fotografie del locale, non restituzioni.

La sera, che e' il momento che conta
Un omakase si vive di sera: la luce degli anelli deve bastare al piatto senza appiattire la sala, e senza mettere in ombra chi sta dietro al banco.

Luce sul banco, non sugli occhi
Gli anelli stanno sopra il banco e illuminano verso il basso: il cuoco lavora con la luce sul taglio, e chi siede di fronte non ha una sorgente negli occhi.
Un pezzo di collezione, rifatto sulle tue misure
Finiture, diametri, quote e cablaggi si ricalibrano sul progetto: e' la stessa lampada e non e' la stessa lampada.