Progetto realizzato
Al Najada, Doha: il traforo che porta la luce, dentro e fuori
Colonne dorate traforate nella corte, lanterne sotto gli archi, plafoniere a tamburo nelle sale. La luce l'abbiamo fatta noi: un solo motivo — il traforo — declinato dal piazzale al tavolo.
La scheda del progetto

Un motivo solo, dal piazzale al tavolo
Il traforo — la lamiera bucata secondo un disegno geometrico — torna dovunque: nelle colonne alte della corte, nelle lanterne appese sotto gli archi, nella plafoniera a tamburo sopra un tavolo da otto.
Cambia la taglia, non il principio: la luce esce dai buchi e disegna sulle superfici intorno. Un albergo che ripete un motivo a scale diverse si riconosce anche in una fotografia di dettaglio.
Le colonne fanno due mestieri, a seconda dell'ora
Nella corte le colonne traforate sono alte quanto una persona e mezza e stanno fra le fioriere. Di notte sono la luce: nessun proiettore sulla facciata, solo punti a terra e archi illuminati uno per uno.
Di giorno diventano arredo. Segnano i percorsi fra i tavoli della terrazza e fanno ombra sul pavimento: un oggetto che a mezzogiorno non c'e' e' un oggetto sprecato, in un albergo che si usa a tutte le ore.


Dove si mangia, la luce guarda in alto
Nel ristorante le lanterne non pendono sui tavoli: stanno montate sui pilastri, fra gli archi azzurri. Sul tavolo arriva luce indiretta, e le tovaglie bianche non diventano specchi.
La stessa idea nella sala privata: una plafoniera a tamburo aderente al soffitto, doppia, traforata, che manda in alto quanto manda in basso. Una sala da pranzo non si illumina puntando le teste.
Quattro ore diverse dello stesso albergo
La colazione, il mezzogiorno in terrazza, la camera e la facciata di notte.

Lanterne dove si fa colazione
Sotto archi bassi una sospensione grande sarebbe d'intralcio. Le lanterne traforate stanno alte e strette, e la luce che buttano sul soffitto lavorato vale quanto quella che mandano sui tavoli.

Di giorno le colonne non sono lampade
Con il sole le colonne traforate diventano oggetti di arredo: segnano i percorsi fra i tavoli e fanno ombra sul pavimento. Il loro mestiere di luce comincia dopo il tramonto.

In camera, la luce si abbassa
Niente traforo e niente oro: una lampada da comodino con paralume chiaro, accanto a una testiera rossa. Il repertorio decorativo resta fuori, dove serve a orientare.

Di notte l'edificio si legge dagli archi
La facciata non e' lavata da proiettori: sono gli archi a essere illuminati uno per uno, e le colonne dorate a segnare il piazzale. L'edificio si riconosce dalla sua geometria, non dalla sua luminosita'.
Un motivo ripetuto vale piu' di dieci pezzi belli
Mandaci i disegni degli ambienti: torniamo con un motivo solo, declinato per ognuno, e i conti della luce.