Luce e comfort visivo
Una hall che dal vivo e' perfetta puo' essere inutilizzabile in ripresa. E' un difetto che non compare in nessun collaudo, perche' il collaudo si fa con gli occhi e gli occhi non lo prendono.
Una luce che si spegne cento volte al secondo
Un LED non emette una luce continua: emette impulsi, perche' l'alimentatore trasforma la corrente alternata in una corrente che pulsa. Se quella pulsazione e' profonda e lenta si chiama sfarfallio, e la sua profondita' dipende quasi per intero dalla qualita' dell'alimentatore, non dal LED.
L'occhio umano media: sopra una certa frequenza non vede piu' i singoli impulsi e legge una luce ferma. E' il motivo per cui un ambiente puo' sembrare perfetto a chi ci sta dentro e non esserlo affatto. Il sistema visivo pero' continua a ricevere l'oscillazione anche quando non la riconosce, ed e' da li' che arrivano i due effetti di cui parleremo: quello sulle persone e quello sulle telecamere. E c'e' una conseguenza pratica che sorprende: due apparecchi con la stessa identica sorgente possono comportarsi in modo opposto davanti a una telecamera, perche' quello che conta non e' il diodo ma l'elettronica che lo alimenta.
La telecamera non media: campiona
Un sensore digitale non guarda in modo continuo: apre e chiude un otturatore molte volte al secondo. Quando la frequenza della luce e quella dell'otturatore non vanno d'accordo, il risultato e' visibile e inconfondibile — bande orizzontali che scorrono sull'immagine, oppure un'inquadratura che cambia luminosita' da un fotogramma all'altro.
In un albergo questo non e' un problema tecnico: e' un problema commerciale. Le riprese le fa il marketing per il sito, le fanno gli sposi al ricevimento, le fanno gli ospiti con il telefono, e le fa chiunque produca contenuti nella sala che avete appena finito di illuminare. Un ambiente che in video pulsa non si mostra, e non si mostra proprio nel momento in cui vi servirebbe di piu'. Ed e' un difetto che si propaga: una volta che un contenuto pulsante e' online, resta online, e chi lo guarda non pensa «hanno sbagliato le luci», pensa che il posto sia fatto cosi'.
Il rallentatore peggiora tutto
Le riprese al rallentatore, quelle che si usano in quasi ogni video promozionale di un albergo, aumentano il numero di campionamenti al secondo. Piu' campioni ci sono, piu' finemente la telecamera legge la pulsazione, e un difetto che a velocita' normale era appena percettibile diventa evidente.
E' la ragione per cui certi ambienti risultano inspiegabilmente difficili da riprendere: il videomaker prova, non funziona, cambia impostazioni, alla fine porta le sue luci e spegne le vostre. Quel momento e' la bocciatura della fornitura, e nessuno la scrive in un verbale — ma ricompare quando si sceglie il fornitore della prossima struttura.
I cinque posti dove costa davvero
Non sono i posti piu' illuminati: sono quelli che finiscono inquadrati. In una struttura ricettiva il valore di un ambiente si misura anche in quante volte viene fotografato, e alcuni ambienti esistono quasi solo per quello:
- la sala eventi e la sala matrimoni, dove ogni ripresa e' un contenuto che circola per anni
- la hall e la reception, che sono la prima e l'ultima inquadratura di quasi tutti i video
- il ristorante, dove il piatto viene fotografato dal cliente e il colore deve reggere
- la spa e la piscina, riprese in penombra: e' li' che la regolazione bassa peggiora il difetto
- la facciata di sera, che finisce in ogni foto di arrivo e in ogni scheda delle piattaforme
L'effetto sulle persone, che e' documentato
Sopra la soglia della percezione cosciente lo sfarfallio non sparisce: continua ad arrivare al sistema visivo. Gli studi lo associano a mal di testa, affaticamento e — in una minoranza sensibile — a disturbi piu' seri. In un ufficio si parla di produttivita'; in un albergo si parla di un ospite che dorme male e non sa perche'.
Non e' un argomento da mettere in prima pagina in una brochure, ed e' bene non drammatizzarlo. Ma e' la ragione per cui le norme sul comfort visivo negli ambienti di lavoro hanno cominciato a nominarlo esplicitamente, e per cui un capitolato scritto bene oggi lo cita accanto all'abbagliamento invece di ignorarlo. Vale la pena chiederlo al fornitore proprio perche' e' scomodo: la risposta separa chi ha misurato da chi ripete quello che c'e' scritto sul catalogo del suo fornitore a monte.
Due numeri, e cosa dicono davvero
Il primo e' la percentuale di oscillazione: quanto la luce scende fra un impulso e l'altro, da zero a cento. Zero e' una luce ferma, cento e' una luce che si spegne del tutto a ogni ciclo. Il secondo e' un indice che pesa la profondita' insieme alla frequenza, perche' un'oscillazione veloce disturba molto meno di una lenta a parita' di profondita'.
Un fornitore serio pubblica tutti e due o almeno il primo, e li pubblica per il driver che monta davvero, non per la famiglia. Un fornitore che non li ha probabilmente non ha mai misurato, e in quel caso la risposta onesta e' «non lo so»: e' un'informazione utile anche quella, perche' dice che il rischio ve lo prendete voi.
Cosa scrivere nel capitolato
Sono quattro righe, e vanno negli ambienti che si riprendono, non ovunque: pretendere prestazioni da studio televisivo in un magazzino e' un modo per far salire il prezzo senza comprare niente.
- la percentuale massima di oscillazione ammessa, misurata al cento per cento di potenza
- la stessa percentuale misurata al livello piu' basso previsto dagli scenari serali
- l'indice che pesa profondita' e frequenza, con il valore richiesto scritto per esteso
- chi fa la prova di ripresa in cantiere, con quale telecamera e a quale rallentatore
Il difetto peggiora quando si abbassa
E' il punto che quasi nessun capitolato copre. Molti driver economici hanno un comportamento accettabile a piena potenza e pessimo in regolazione: la modulazione diventa piu' profonda proprio quando la luce scende, cioe' esattamente negli scenari serali che un albergo usa di piu'.
Chiedere il dato solo al cento per cento e' quindi chiedere il dato nel caso piu' facile. La misura che conta e' quella al livello che userete davvero alle undici di sera in una hall: se il fornitore la fornisce, e' un fornitore che ha misurato; se la fornisce e il numero peggiora poco, e' un fornitore che ha scelto un buon alimentatore. In pratica la domanda da fare e' una sola, ed e' molto concreta: quanto vale l'oscillazione al dieci per cento di potenza? Se il numero non esiste, l'ambiente serale e' una scommessa.
Non si ripara dopo, si sostituisce
Lo sfarfallio nasce nell'alimentatore, quindi in teoria si cura cambiando l'alimentatore. In pratica, su un apparecchio decorativo su misura, l'alimentatore sta dentro il corpo e il corpo e' stato disegnato intorno a quello: cambiarlo vuol dire riaprire il pezzo, e a volte rifarlo.
Sugli apparecchi tecnici con driver remoto la sostituzione e' possibile e costa poco in materiale, ma va fatta su tutti gli apparecchi dell'ambiente, non su uno: due driver diversi nella stessa sala danno due comportamenti diversi, e l'occhio della telecamera li separa immediatamente.
Come si prova, in mezz'ora
Non serve uno strumento da laboratorio per accorgersene. Serve un telefono, un treppiede improvvisato e la funzione di ripresa al rallentatore che qualunque telefono recente ha. Si accende l'ambiente allo scenario previsto, si riprende una superficie chiara per dieci secondi e si guarda il video su uno schermo grande.
Se compaiono bande che scorrono, il difetto c'e'. La prova non da' un numero e non sostituisce una misura, ma risponde alla domanda che conta — si vede o no — e la risponde prima che la fornitura parta, quando cambiarla costa una discussione invece di un cantiere. E' anche il modo piu' rapido per mettere d'accordo il progettista e chi fornisce, perche' toglie la discussione dal terreno delle opinioni e la mette su un video che si guarda insieme.
Perche' finisce sempre fuori dal capitolato
Perche' non si vede al collaudo. Un collaudo di illuminazione verifica i livelli, l'uniformita', l'abbagliamento e i consumi: tutte cose che si misurano con l'occhio o con un luxmetro. Lo sfarfallio non entra in nessuna di quelle misure, quindi passa, e passa con la firma di tutti.
Compare mesi dopo, quando qualcuno gira un video, e a quel punto non c'e' piu' un momento in cui contestarlo: la fornitura e' accettata, il saldo e' pagato, e il difetto ha l'aria di un capriccio di chi riprende. E' il classico difetto che si previene in una riga e non si ripara in una trattativa. La prevenzione costa una riga di capitolato e mezza giornata di prova; la riparazione costa la sostituzione degli apparecchi di un'intera sala, e la sala nel frattempo non si puo' usare.
Come lo affrontiamo noi
Sui pezzi su misura scegliamo l'alimentatore prima di chiudere il disegno, perche' un driver a bassa oscillazione occupa piu' spazio e scalda in modo diverso: se lo si sceglie dopo, non ci sta, e quello che ci sta e' quello piccolo. E' una di quelle decisioni che sembrano tecniche e sono di progetto.
E quando una fornitura riguarda ambienti che verranno ripresi, lo diciamo nel preventivo invece di aspettare che lo chieda il cliente: quasi nessuno lo chiede, perche' quasi nessuno sa che si puo' chiedere, e un fornitore che tace su questo sta vendendo un problema differito.
| Ambiente | Quanto conta | Perche' |
|---|---|---|
| Sala eventi e matrimoni | molto | ogni ripresa circola per anni e porta prenotazioni |
| Hall e reception | molto | prima e ultima inquadratura di quasi tutti i video |
| Ristorante | molto | il piatto lo fotografa il cliente, e il colore deve reggere |
| Spa e piscina | molto | riprese in penombra: la regolazione bassa peggiora il difetto |
| Camere | medio | riprese poche, ma l'ospite ci passa la notte |
| Magazzini e locali tecnici | nessuno | non si riprendono, e chiederlo fa solo salire il prezzo |
L'occhio media, il sensore no
Sopra una certa frequenza l'occhio legge una luce ferma. Una telecamera apre e chiude l'otturatore: se le due frequenze non vanno d'accordo compaiono bande che scorrono sull'immagine.
Peggiora quando si abbassa
Molti driver economici sono accettabili a piena potenza e pessimi in regolazione: la modulazione si approfondisce proprio negli scenari serali, che sono quelli che un albergo usa di piu'.
Al collaudo non si vede
Un collaudo verifica livelli, uniformita', abbagliamento e consumi. Lo sfarfallio non entra in nessuna di quelle misure: passa con la firma di tutti e compare mesi dopo.
Gli ambienti che verranno ripresi si trattano prima
Diteci quali sale finiranno nei vostri video e nelle vostre foto: il progetto illuminotecnico torna con gli alimentatori giusti in quegli ambienti, non ovunque.
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